SPECIALE. Left Alive. Una delusione su più fronti

Certe volte non basa metterci il nome o la faccia per salvare in corsa un progetto che, in più punti, presenta delle falle importanti. Avere Square Enix come publisher e Yoji Shinkawa come charachter desiger, in questo caso, non è servito; Left Alive ha lasciato delusi tanti di quei fan - me compreso - che speravano di vedere in Novo Slava una nuova Shadow Moses, nei Wanzer dei successori dei Metal Gear, in Mikhail, Olga e Leonid gli eredi spirituali rispettivamente di Raiden, Meryl e Big Boss.

Left Alive avrebbe potuto e non è stato tutto ciò. Eppure la prima immagine - che ha iniziato a circolare prima dell'annuncio ufficiale arrivato in occasione del Tokyo Game Show del 2017 - ci aveva fatto ben sperare.

 


Il gioco è stato sviluppato da Ilinx - developer indipendente che in precedenza aveva realizzato Black Clover; Quartet Knights per Bandai Namco nel 2018 - avvalendosi della collaborazione di Toshifuma Nabeshima (Armored Core) e del già citato Yoji Shinkawa ma queste collaborazioni illustri non si sono dimostrate sufficienti. Il gioco, distribuito in Giappone a partire dal 28 febbraio ha registrato fin da subito delle vendite non entusiasmanti: di 70.000 copie distribuite nei negozi quasi 53 mila sono rimaste sugli scaffali, invendute e scontate, oggi, del 60% rispetto al prezzo di lancio. Impietosa la critica internazionale; su Metacritic ha totalizzato un punteggio di 44/100 per la versione pc e di 39/100 per quella PS4. Come se non bastasse Square Enix ha fin da subito disabilitato lo streaming di tutte le cutscenes e di molte schermate tutorial e introduttive (un simpatico messaggio in alto a sinistra degli schermi non smette mai di ricordarlo ai giocatori).

 

A provarlo per noi ci hanno pensato i ragazzi di Four To Play realizzando due video gameplay rispettivamente del primo e del secondo capitolo del gioco.

 

 

 

Il sistema di controlli appare lento, macchinoso. La componente stealth (genere d'appartenenza dichiarato) è rudimentale e le IA dei nemici paiono provenire direttamente dalla PS2. Il comparto grafico sembra appartenere alla precedente generazione di console nonostante l'utilizzo di un engine come Horochi 4, forse non al top ma di sicuro impatto nella gestione luci, unica nota apprezzabile in un titolo che, almeno nelle fasi iniziali non spicca certo per qualità stilistiche.

 

Che dire, una delusione su tutti i fronti. Davvero un peccato per un titolo che avrebbe potuto e dovuto offrire molto di più a tutti quei giocatori desiderosi di tornare a malmenare robottoni giganti e minacciosi.

Sito web sviluppato da Luca Osti
Grafica realizzata da Omar Sabry
Kinguin Overwatch - 160x600
Kinguin World of Warcraft: Legion - 160x600