Tommie Earl Jenkins spiega i retroscena di una delle scene più iconiche di Death Stranding

Tutti coloro che hanno giocato a Death Stranding hanno assistito, nella parte finale del gioco, a una scena che a modo suo resterà nella storia dei videogiochi. La recitazione di Tommie Earl Jenkins nei panni di Die-Hardman ha toccato vette elevatissime, specie grazie alla tecnologia della motion-capture, e l'attore ha voluto svelare qualche dettaglio aggiuntivo su una delle scene più belle del gioco

 


 

 

Il monologo è il momento favorito da Jenkins del gioco e, spesso, viene menzionato come il preferito anche dai videogiocatori, soprattutto grazie alla resa su schermo dell'attore, che durante un'intervista con Crashing Game Night si è espresso così: "Senza fare spoiler, è stato un momento memorabile per quello che è traspirato durante il processo, avere il team intorno a noi in quella scena e vedere come sono rimasti impressionati.. [...] Tutti erano davvero molto emozionati in questa esperienza con me, e alla fine c'era un'atmosfera molto tetra".

 

A dimostrare le qualità attoriali di Jenkins arriva un'altra intervista con Spawn on me Podcast, dove l'attore ha spiegato come: "La prima volta che ho letto la scena nello storyboard ho subito pensato che sarebbe stata importantissima. Ho pensato che dovevo darle ritmo e pensare a quello che stava succedendo, ma allo stesso modo dovevo vivere il momento". La scena è stata infatti registrata al primo colpo, grazie soprattutto alla prestazione dell'interprete di Die-Hard Man.

 


 

 

"Ho guardato negli occhi di Norman Reedus e lui è stato eccezionale, perché è stato come guardare nella mia anima durante quella scena. Tutto quello che potevo fare era restare incollato ai suoi occhi per tutto il tempo e ricordo di aver sentito l'adrenalina dentro il mio corpo e ho pensato 'questo è il momento', come se tutto stesse succedendo per davvero, e ho avuto la sensazione che fosse proprio così".

 

L'attore non ha mancato di sottolineare come quella di Death Stranding sia stata una delle scene più difficili che abbia mai recitato e anche una delle più emozionanti della sua carriera. Alla fine delle riprese Jenkins stava letteralmente tremando e il suo corpo si sentiva prosciugato a seguito dell'impegno profuso.

 

 

Riguardo al mondo dei videogiochi, Jenkins spiega come non è un videogiocatore accanito, ma attualmente sta giocando a Death Stranding ed è arrivato al capitolo 7. "Nel momento in cui sono apparso su schermo sono rimasto davvero sorpreso per l'aspetto e per quello che è possibile fare. È davvero stupefacente e il messaggio stesso del gioco è un tema molto attuale ed è quello di cui le persone hanno bisogno, anche se non lo sanno davvero".

 

Una prima esperienza per Jenkins, che non aveva mai avuto a che fare con il motion capture - in cui bisogna essere molto bravi per via dell'assenza di setting - e proprio per questo è stata molto d'aiuto la sua esperienza nel mondo del teatro. Jenkins spiega inoltre come sia stato davvero bello lavorare con Kojima e come lo rifarebbe senza alcun dubbio in futuro. L'alter ego di Die-Hard Man conclude dicendo che ha anche compreso il motivo delle recensioni così polarizzate, perché Death Stranding è innanzitutto un uomo che ha bisogno di raccontare una storia complessa e questo non è mai semplice.

 

Qui di seguito vi proponiamo la scena in questione. Essendo essa relativa al finale del gioco, la visione è consigliata solo a chi abbia già completato la storia principale e abbia già avuto modo di vederla, in maniera tale da evitarsi spoiler e godersi la performance per la prima volta nella propria run di Death Stranding.

 

 

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