Game Awards 2019. Bene Death Stranding ma niente GOTY

Anche per il 2019 si è rinnovato questa notte l'appuntamento con i Game Awards. Gli Oscar dei videogame sono giunti alla loro sesta edizione.
Quest'anno quella condotta da Geoff Keighley è stata una serata forse più lenta rispetto agli standard cui siamo abituati. Nelle circa quattro ore di show sono stati assegnati 30 premi.

 


 

A completare l'evento le performance musicali della Game Awards Orchestra, dei CHVRCHES e dei redivivi Green Day. Ad allungare "inutilmente" il brodo la presenza massiccia di sponsor che hanno spezzato a più riprese il ritmo della serata e gli annunci delle novità in arrivo per il 2020.
Tra questi ultimi veramente pochi quelli di rilievo, il più importante ha riguardato la prossima generazione di console Microsoft che ha svelato in anteprima Xbox series X arricchendo il tutto con Hellblade 2. A un primo sguardo, comunque, sembra che Xbox series X non avrà nulla da invidiare alla rivale che PlayStation svelerà a breve. Molto convincente anche il nuovo trailer cinematico di Ghost of Tsushima atteso per l'estate prossima.

 


 

Altro momento della serata degno di menzione il ritorno di Reggie Fils-Aime quest'anno in qualità di Industry Ambassador per premiare il fresh indie game: durante il suo intervento Reggie ha ricordato come la maggior parte dei premi della serata sia dedicata al passato mentre la categoria che avrebbe premiato da lì a pochi secondi rappresentava il futuro del mondo del gaming.

Partendo proprio dal Fresh Indie Game parliamo dei premi della serata: questa categoria specifica è andata a Disco Elysium che si aggiudica anche il premio gemello come Best Independent, il titolo di Best RPG oltre a surclassare Death Stranding in termini di narrativa.

Ma come è andato Death Stranding? Il gioco di Hideo Kojima uscito lo scorso 8 novembre aveva totalizzato 9 nomination in 8 diverse categorie:Game of the Year, Game Direction, Best Narrative, Art Direction, Score and Music, Audio Desgin, Action/Adventure e doppia nomination per la migliore performance (Norman Reedus per il ruolo di Sam Bridges e Mads Mikkelsen per la sua interpretazione di Cliff).

 


 

Death Stranding si è portato a casa solo 3 statuine sulle 8 disponibili: Game Direction, Score and Music e Best performance per Mads Mikkelsen. Nota curiosa nessuno dei premi assegnati al gioco può essere considerato genuinamente come corale. Ludvig Forssell, il già citato Mads Mikkelsen e l'ovvio Hideo Kojima, è a loro che sono andati gli award e non alla totalità del gioco. Che la giuria sia stata sensibile alle critiche piovute subito dopo l'annuncio delle nomination dello scorso 19 novembre? Improbabile ma non impossibile. Voler insistere su una ipotesi del genere rappresenterebbe pura speculazione. Più facile, e forse più sensato, guardare ai fatti: la concorrenza quest'anno è stata molto agguerrita e Death Stranding, a discapito del successo e della nutrita fetta di fan, rimane un titolo che può essere considerato di nicchia, molto distante dai precedenti lavori di Hideo Kojima del quale, comunque, si avverte fortissima la firma su regia e narrativa. 

 

Come sono andati gli altri? Il premio più ambito della serata, il Game of the Year, è stato assegnato a Sekiro Shadows Die Twice. Il titolo prodotto da From Software, uscito nella prima parte del 2019, ha battuto la concorrenza costituita da Death Stranding, Resident Evil 2 Remake, Super Smash Bros Ultimate, The Outer Worlds e Control. Lo shinobi di Miyazaki porta a casa anche il premio come miglior Action/Adventure, anche in questo caso posizionandosi sopra Death Stranding. Un buon risultato considerando che Sekiro era in lizza per soli 5 premi, leggermente al di sotto di Death Stranding e Control - il titolo di Remedy è apparso otto volte tra le nomination - e considerando anche l'effettiva difficoltà del gioco From Software che tante imprecazioni ha fatto lanciare ai gamer di tutto il mondo.

 

 

Ultima beffa, se così possiamo definirla, la vittoria di Call of Duty Modern Warfare che soffia a Kojima Productions la statuetta per il best audio design.

In definitiva la serata di Death Stranding a Los Angeles lascia sulle labbra un sorriso dal retrogusto amaro. Kojima Productions può dirsi soddisfatta degli awards ottenuti? Probabilmente. Era possibile ottenere di più? Certamente sì. Ma, al netto di premi e riconoscimenti, ciò che davvero importa è la fruizione finale del titolo, il gusto che il giocatore prova nel vivere determinate storie e avventure. Se nel vostro cuore Death Stranding meritava il GOTY allora sarà per voi, così come per chi scrive, il vincitore morale della serata.

Di seguito la lista completa dei vincitori e il link al video andato in diretta stanotte.
 

  • Best Action GameDevil May Cry V
  • Best Action/Adventure GameSekiro: Shadows Die Twice
  • Best Art DirectionControl
  • Best Audio DesignCall of Duty: Modern Warfare
  • Best Community SupportDestiny 2
  • Best eSports Coach: Danny "Zonic" Sørensen (Astralis, CSGO)
  • Best eSports Event: League of Legends World Championship 2019
  • Best eSports Host: Eefje "Sjokz" Depoortere
  • Best eSports Player: Kyle "Bugha" Giersdorf (Immortals, Fortnite)
  • Best eSports Team: G2 Esports (League of Legends)
  • Best Family GameLuigi's Mansion 3
  • Best Fighting GameSuper Smash Bros. Ultimate
  • Best Game DirectionDeath Stranding
  • Best Independent GameDisco Elysium
  • Best Mobile GameCall of Duty: Mobile
  • Best Multiplayer GameApex Legends
  • Best NarrativeDisco Elysium
  • Best Ongoing GameFortnite
  • Best Performance: Mads Mikkelsen (Death Stranding)
  • Best RPGDisco Elysium
  • Best Score & MusicDeath Stranding
  • Best Sports/Racing GameCrash Team Racing: Nitro-Fueled
  • Best Strategy GameFire Emblem: Three Houses
  • Best VR/AR GameBeat Saber
  • Content Creator of the Year: Shroud
  • eSports Game of the YearLeague of Legends
  • Fresh Indie GameDisco Elysium
  • Games for ImpactGRIS
  • Player's Voice AwardFire Emblem: Three Houses
  • Game of the YearSekiro: Shadows Die Twice

 

 

 


Fonte: IGN


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Roberto "Otacon" Minasi
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Ha provato ad unirsi al circo all'età di 4 anni. Scartato perchè troppo qualificato si è rifugiato nei videogame passando dal SEGA Master System allo Snes al Game Boy per approdare infine al mondo PlayStation. Appassionato di MGS da quando aveva nove anni, adesso gioca a fare il giornalista con scarsi risultati. Dategli un caffè e vi solleverà il mondo.

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