Death Stranding. Secondo Vogt-Roberts non siamo ancora pronti

A cura di Francesco Quaranta

 

Nonostante siano passati circa quattro mesi dall’ultimo trailer rilasciato da Kojima Productions, in occasione dell’ultimo Tokyo Game Show, le voci intorno a Death Stranding non si sono mai del tutto sopite. Da allora molti addetti ai lavori hanno avuto l’opportunità e l’onore di guardare da vicino il lavoro svolto sinora dalla software house nipponica, dimostrando molto spesso un evidente stupore dinanzi all’opera ancora incompiuta di Hideo Kojima, e al contempo una smisurata ammirazione nei confronti dell’autore e padre della Metal Gear Saga.

 

Durante questi mesi abbiamo raccolto parecchie testimonianze illustri, da Cory Barlog (game director dell’ultimo God of War), il quale si è detto particolarmente “ispirato” dalla passione che Kojima ripone nel suo lavoro, alle dichiarazioni a tratti “deliranti” di Norman Reedus riguardo il progetto di cui è egli stesso protagonista, descritto come “fuori di testa”, qualcosa mai visto prima.

 


 

L’attore, in un’intervista per il sito Metro GameCentral risalente a marzo dell’anno scorso (ma uscita qualche giorno fa per via dell’embargo a cui era costretta), parla inoltre di Death Stranding come un gioco inquietante ma drammatico allo stesso tempo, sottolineando il concetto (espresso anche nel podcast di Dan Fogler di qualche mese fa) secondo cui il gioco tende fortemente a creare legami tra i personaggi che ne popolano l’universo:

 

“Invece di eliminare chiunque ci circondi, esso tende a unire tutti. È un gioco molto positivo, ma è spaventoso e deprimente allo stesso tempo”.

 

Oltre alle ulteriori dichiarazioni dei ragazzi di Guerrilla Games (possessori del Decima Engine, il motore grafico che Kojima ha scelto per Death Stranding e utilizzato per Horizon: Zero Dawn), rimasti anch’essi stupefatti dopo aver visto il gioco in anteprima, le parole che in questi giorni hanno fatto maggiormente discutere sono quelle di Jordan Vogt-Roberts, il regista al lavoro sull’adattamento cinematografico di Metal Gear Solid:

 

“Allora, Hideo Kojima mi ha fatto provare Death Stranding! Il mondo è ad un livello superiore alla perfezione […] Ricordate quando Fury Road vi spazzò via facendovi chiedere allo stesso tempo come c***o fosse possibile un miracolo simile? VOI. NON. SIETE. PRONTI!

 

Con questo breve tweet, il giovane regista del recente e riuscitissimo Kong: Skull Island ha dato vita a non poche speculazioni, e il riferimento ad uno dei più recenti capisaldi del suo medium di “appartenenza” potrebbe voler dire parecchie cose.

 

 

Mad Max: Fury Road è infatti il quarto film di una saga a dir poco leggendaria, ideata e diretta dal maestro George Miller. Tralasciando la trama, il “miracolo” a cui Vogt-Roberts fa riferimento non è il solito reboot in cui temi e personaggi vengono svecchiati e riadattati ai dettami del cinema odierno; a distanza di circa 30 anni dall’ultimo capitolo di Interceptor (con protagonista Mel Gibson), Miller crea infatti una “mitologia” completamente nuova, accompagnata da una critica sociale sempre presente ma mai ingombrante (quella sì adattata ai giorni nostri), il tutto impacchettato in un’opera visivamente mozzafiato, ricca di invenzioni e fantasia creativa ad oggi ineguagliabile.

 

Se Kojima è stato davvero in grado di creare qualcosa di lontanamente simile, tanto da suscitare emozioni tali nel suo giovane amico regista, potremmo già parlare di un capolavoro annunciato. Death Stranding, infatti, non sarà sicuramente un sequel o un reboot della “saga dei serpenti” (o il fantomatico Metal Gear 0 di cui tanto si è parlato tempo fa), ma potrebbe in un certo senso reincarnarne lo spirito, così come Fury Road ha fatto nei confronti di Interceptor; un’opera del tutto nuova ma intrisa del fascino dei Metal Gear, dal quale potrebbe ereditare solo alcune meccaniche (come mostrano in parte le fasi “stealth” presenti nel trailer dell’E3 del 2018) e il solito sublime taglio registico.

 

Restate quindi sintonizzati, in attesa di aggiornamenti “ufficiali” che ormai mancano da troppo tempo, o dell’ennesimo indizio da spolpare fino all’osso, e nel mentre non possiamo far altro che consigliarvi di approfittare del servizio streaming di PS Now che per questo mese offre, tra i tanti titoli, anche la Metal Gear Solid: HD Collection, che include MGS 2: Sons of Liberty, Snake Eater e Peace Walker.

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Roberto "Otacon" Minasi
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Ha provato ad unirsi al circo all'età di 4 anni. Scartato perchè troppo qualificato si è rifugiato nei videogame passando dal SEGA Master System allo Snes al Game Boy per approdare infine al mondo PlayStation. Appassionato di MGS da quando aveva nove anni, adesso gioca a fare il giornalista con scarsi risultati. Dategli un caffè e vi solleverà il mondo.

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