Death Stranding. Norman Reedus riaccende le speranze sull'uscita

A cura di Francesco Quaranta

 

Lo aspettavamo trepidanti, nonostante gli avvertimenti di Kojima. Eppure, durante gli ultimi Game Awards, Death Stranding non era presente, e quasi a volersi scusare per le speranze disattese dei suoi fan, Kojima Productions ha twittato:

“Complimenti a tutti quelli che sono stati ai The Game Awards 2018! Purtroppo, quest'anno Kojima Productions e Death Stranding non sono riusciti a prendere parte a questo importante evento. Per il momento Hideo Kojima e il team di sviluppo stanno lavorando duramente per realizzare Death Stranding, quindi teneteci d'occhio!”

 

 

Smaltita la "delusione", le speranze e la curiosità dei discepoli di Kojima-san si sono subito riaccese: durante un’intervista rilasciata per il podcast di Dan Fogler, Norman Reedus ha detto qualcosa riguardo il videogioco e la sua esperienza diretta durante lo sviluppo, rivelando qualche dettaglio interessante.

 


 

“Death Stranding? Oh, è fuori di testa! […] Ti sorprende continuamente con decisioni da un lato e dall’altro”. A proposito del motion capture, ha affermato: “Non ho mai fatto nulla di simile prima, si tratta di qualcosa di completamente diverso. Avevo già lavorato in molti videogiochi, ma nulla di paragonabile a questo”.

 

Reedus ha inoltre aggiunto qualcosa riguardo il suo rapporto con Kojima, iniziato durante lo sviluppo di Silent Hills, e culminato con la partecipazione alla realizzazione di questo "kolossal" videoludico: “Lo sapete, Guillermo del Toro mi aveva appena scritturato… bene; quindi io, lui e Hideo pensavamo di dover fare un altro videogioco, e quel videogioco è tipo andato in pezzi perché Hideo e quella compagnia sono andati in pezzi (parlando di Kojima e Konami); loro hanno rotto in Giappone e Sony ha arruolato Hideo, così lui ha cominciato la sua roba lì, in Sony […] quindi abbiamo iniziato quest’altra cosa. Guillermo gli diceva – Dovresti farlo – e io – Cos’è? – e allora lui – Dovresti farlo! –. Così ho incontrato Hideo, che mi ha portato con sé ai Game Awards, giusto? (in realtà si trattava dell’E3, nel 2016) E lui è entrato in scena percorrendo una scalinata che si illuminava al suo passaggio, esclamando qualcosa del tipo – Sono tornato! – e quindi 10.000 persone adulte in lacrime, urlanti, neanche fosse entrato Elvis. E io mi domandavo – ma chi cazzo è questo tipo? È come un genio – finché non parlai con lui e allora – oh, tu sei un genio –. Sarebbe grandioso anche nel dirigere film. Qualsiasi cosa tu gli proponga, lui ci aggiunge sempre qualcosa in più, dicendoti – dai, proviamo così – e quindi tu dici – è ancora più grandioso! – […] Il modo in cui spiega le cose, in cui la sua mente ragiona, è senz’altro un genio”.

 


 

Intervistato sulle tematiche del gioco, e il personaggio da lui interpretato, Norman ha fornito delle importanti informazioni:

“Non è quel tipo di gioco in cui ammazzi qualcuno in una stanza. È un gioco che unisce le persone. E il modo in cui giochi… costruisci ponti che collegano un lato all’altro, e altre persone fanno la stessa cosa, crei connessioni. E il personaggio che interpreto ha questa fobia di essere toccato. Ma procedendo nel gioco, questa fobia ti abbandona, e… si, è complicato. Ma ti sorprende continuamente con scelte e una serie di cose che ti si parano contro. È un gioco coraggioso. Visivamente è sbalorditivo, e la storia che c’è dietro… è qualcosa di un altro livello… insomma, non è Pac-Man. Non è semplice, ma la filosofia che c’è dietro, il messaggio, è un qualcosa che tutti possono cogliere”.

 

Alla domanda finale, riguardo la possibile uscita del gioco, l’attore ha risposto così: “Penso uscirà agli inizi del prossimo anno. Dovrei fare ancora due… anzi tre sessioni [di motion capture] qui a New York, a partire dalla prossima settimana” (Al momento Hideo Kojima si trova proprio a New York dove, nei giorni scorsi, ha incontrato il regista italiano Luca Guadagnino, ndr).

 

Risulta davvero poco probabile che il titolo possa uscire durante gli inizi del 2019, vista anche la pochezza di informazioni concrete emerse negli ultimi mesi, e l’assenza di Kojima Productions durante i Game Awards sembra aver spezzato le gambe ad ogni possibile ipotesi di un’uscita imminente del titolo. Ma se Reedus avesse ragione, e nella sua spassionata intervista avesse detto la verità, perché non vi è ancora una data d’uscita? Cosa avrà in mente Kojima? Che ci stia riserbando un annuncio come regalo natalizio? Non ci resta che attendere, sperando che l’alone di mistero intorno all’opera venga presto dissipato.


Fonte: Dan Fogler's 4d Xperience


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Roberto "Otacon" Minasi
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Ha provato ad unirsi al circo all'età di 4 anni. Scartato perchè troppo qualificato si è rifugiato nei videogame passando dal SEGA Master System allo Snes al Game Boy per approdare infine al mondo PlayStation. Appassionato di MGS da quando aveva nove anni, adesso gioca a fare il giornalista con scarsi risultati. Dategli un caffè e vi solleverà il mondo.

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