Death Stranding. Lo stupore di chi ha parlato con Kojima

A cura di Matteo Capecci

 

Abituati come siamo all’essere bombardati dalle informazioni nel mondo videoludico odierno, non si può negare che il percorso scelto da Hideo Kojima e la sua Kojima Productions per Death Stranding sia particolare se rapportato alle decisioni prese in termini di marketing dalla concorrenza.

Il lavoro sul titolo sta procedendo senza sosta e – nonostante siano già passati due anni e mezzo dall’annuncio del gioco avvenuto durante l’E3 2016 – le informazioni concrete in possesso degli appassionati non sono poi così tante e forse anche per questo suscitano molto scalpore le dichiarazioni di chi, per un motivo o per l’altro, ha il privilegio di fare visita a Kojima, cogliendo l’occasione per vedere con i propri occhi l’attesissimo Death Stranding.

 

Nel numeroso elenco di prestigiosi ospiti accolti dal giapponese – persone spesso non strettamente legate al mondo videoludico – figura tra i più recenti lo scrittore Francis Paul Wilson, che ha voluto celebrare l’incontro con il game designer nipponico pubblicando una foto su Twitter.

Nel commento del proprio Tweet, Wilson asserisce che Death Stranding sarà un’esperienza online trasformativa, aggiungendo che Kojima “è un vero visionario.

Si era già parlato, seppur brevemente, della componente online del titolo, che a detta di Kojima sarà un fattore opzionale del gioco completamente differente dalle esperienze vissute precedentemente dall’utenza, senza però fornire ulteriori dettagli in merito.

 

 

E chissà che non si riferisse proprio a questa innovazione nel comparto multigiocatore il nuovo dipendente della Kojima Productions Aki Saito, in uno dei suoi ultimi post sui social. Chi è Aki Saito? Semplice, l’ultimo entrato nello staff di Kojima, che si andrà a occupare della gestione del marketing della Kojima Productions. Saito, qualche giorno fa, ha pubblicato un tweet in cui ha esternato il proprio stupore riguardo all’opera: “Sono al terzo giorno di lavoro alla Kojima Productions, e gli ultimi due giorni sono stati…Oh mio Dio…il gioco non è niente di ciò che pensavo!” ha scritto.

 

 

Naturalmente qualche dubbio potrebbe sorgere conoscendo il ruolo assunto da Saito all’interno dello Studio e si potrebbe anche credere che il post sia stato scritto con una mera intenzione pubblicitaria per il gioco, volta a puntare ancora di più i riflettori sulla nuova IP Sony. È altresì lecito pensare allo stupore di Saito di fronte a Death Stranding come genuino, specie perché non sarebbe il primo a dirsi entusiasta per il lavoro che Kojima e il suo staff stanno portando avanti.

Insomma, una magra consolazione per l’assenza di Kojima e Death Stranding ai The Game Awards 2018 sembra arrivare dai pareri estremamente positivi di chi ha avuto modo di toccare con mano il lavoro svolto finora, con la carenza di informazioni sul gioco che sta infiammando l’animo di tutti… E chissà che Death Stranding non porti davvero un’importante rivoluzione in seno.

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Roberto "Otacon" Minasi
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Ha provato ad unirsi al circo all'età di 4 anni. Scartato perchè troppo qualificato si è rifugiato nei videogame passando dal SEGA Master System allo Snes al Game Boy per approdare infine al mondo PlayStation. Appassionato di MGS da quando aveva nove anni, adesso gioca a fare il giornalista con scarsi risultati. Dategli un caffè e vi solleverà il mondo.

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